Studio Theca

Modigliani e l’Avventura di Montparnasse, Museo della Città di Livorno

Sono cento anni circa che Amedeo Modigliani è morto a Parigi e Livorno, la città che “da gloria soltanto all’esilio e ai morti la celebrità” (Vinicio Capossela, Modì, 1991) lo omaggia appunto al Museo della Città con una mostra. Questa volta non ci sarà la burla (molto umorismo vivo Livornese) delle tre teste in Canal Grande, ma un’esposizione piuttosto eccezionale di opere poche volte esposte, provenienti da due dei suoi maggiori collezionisti.

1884

Era il 1884 che Amedeo Modigliani nasceva a Livorno, in centro città, al numero 38 di Via Roma. A Livorno lo chiamano Dedo.
Era il 1906 quando lasciava la sua città per Parigi, deriso, solo ed incompreso. A Parigi lo chiamano Modì (maudit= maledetto).
Era il 1920 che muore di tubercolosi, in stato di dipendenza da alcol e droghe, tra le lacrime della sua amata compagna Jeanne che dal dolore non gli sopravviverà che un giorno.

1984

Nel 1984 Livorno organizza la prima mostra con dipinti e sculture. La mostra non va benissimo, non ci sono tante opere e quel che è rimasto nella memoria di tutti è lo scherzo delle teste gettate in Canal Grande. Una mossa irriverente ma sicuramente innocua, fatta per ridere nello stile livornese e che ha sicuramente invece imbarazzato il mondo dell’arte tra critici e studiosi, che avevano definito “tre teste sorprendenti e commoventi”. Tanto stupore e tante risate per i tre giovanotti “scultori” beffardi, tanta incredulità per il pubblico e per gli studiosi.

Oggi

Nel 2019/2020 Livorno ci riprova e richiama Amedeo Modigliani: lo omaggia e lo riscatta nel quartiere della Venezia, nel cui cuore c’è il Museo della Città di Livorno (bella sala espositiva ricavata dagli ex Bottini dell’Olio). Le opere esposte arrivano dai due collezionisti parigini che fin dai primi tempi hanno creduto in lui: Jonas Netter e Paul Alexandre. Lo accompagnano anche altri artisti della sua cerchia, la cosiddetta École de Paris.

La celebrazione dell’artista troppe volte sbeffeggiato dalla sua città, continua anche fuori dal museo con due opere di street art. Un francese ed un italiano, forse a richiamare la duplice vita di Modigliani. Arnaud Liard, in via Roma nella casa natale di Modì inaugurerà il 15.11 un’opera che lui stesso definisce “un fil rouge tra Livorno e Montparnasse”. Ligama dedica invece il murales “Quando manca l’aria” forse più a Jeanne che ad Amedeo, la donna che non seppe stare un solo giorno senza di lui. L’opera omaggia la visione che probabilmente lei ebbe nel veder il suo grande amore perire così.

www.mostramodigliani.livorno.it