Studio Theca

Mad Men – il linguaggio della pubblicità

Mad Men, cioè quel drama americano bellissimo in cui tutti noi avremmo voluto avere almeno una particina. Non tanto per gli eccessi e le follie sentimentali, ma per il periodo storico (New York fine anni 50, quindi boom economico, pop art, libertà e creatività). Nasceva all’ epoca la réclame e tutto quello che la riguarda. E nasceva anche così anche il linguaggio della pubblicità: in un inglese molto concettuale e concentrato, non traducibile. Dove un termine non ha corrispondenza nel gergo parlato, ma assume una sua identità e un suo spessore. Con una parola si racchiude un concetto che nelle lingue latine si definirebbe in non meno di 5 righe.

Gli stessi protagonisti di questo mondo sono spesso confusi perché il linguaggio della pubblicità è un argomento su cui c’è da rimanere sempre aggiornati, sempre “skilled” che non è esattamente come dire soltanto “abili” ma anche un po’ perspicaci, pronti, svegli.

Per esempio, uno studio di comunicazione da chi è composto? Che lavoro fa un copywriter (o come dice Peggy Olson un copy) o un designer? Partiamo dalle figure principali, tenendo conto che nelle piccole agenzie molto spesso le figure si associano, nelle grandi invece si tende a lavorare in piccoli team.

DIRETTORE CREATIVO  ha il compito di tradurre in un progetto creativo realizzabile ciò di cui il cliente necessita secondo strategie di brand e marketing elaborate da un’altra figura molto importante: l’ACCOUNT. In italiano gergale sarebbe tradotto come cliente, ma in realtà è invece colui che cura il rapporto professionale con il cliente stesso. Fa da tramite e cerniera tra lui e l’agenzia prendendosene cura, sotto la guida di un rapporto economico, interfacciandosi per lui con la sezione creativa.

Prima della sezione creativa però spesso per permetterle di lavorare in maniera “efficace” si fanno passare le info raccolte da account e direttore creativo, all’area strategica.