Studio Theca

piano editoriale

I social non sono più un passatempo!

Testi noiosi, parole poco consone, errori e gaffes. L’errore più comune è pensare che il linguaggio dei canali social siano gestibili per fini commerciali come se fossero un passatempo. Che oggi scrivo in un modo e domani in un altro, che pubblico un po’ quello che mi passa per la testa senza nemmeno rileggere, che uso parole che non sono chiare e che se ci sono degli errori nessuno se ne accorgerà (io che non ho riletto di sicuro no, non me ne accorgerò!).

Scrivere per raccontare, scrivere per essere efficaci

I testi cosiddetti “corporate” siano essi per spiegare chi siamo, per incentivare la vendita o per la comunicazione interna, sono oggetti dalla potenzialità enorme e offrono grandi opportunità. Se un’azienda vuole realmente rendere efficaci le pagine cartacee o virtuali deve cercare e pianificare una strategia.
Gestire questi canali (che sono il nostro volto e la nostra voce per chi ci osserva) in modo superficiale e auto controllato (cioè senza un programma) fa indiscutibilmente fare dei passi falsi.
Dall’errore ortografico o lessicale, alla gaffes di chi scrive in maiuscolo (cioè urla, anzi URLA). La brutta figura è assicurata.
Come anche è assicurata la noia se si è ripetitivi, se si è autoreferenziali, se si scredita pubblicamente la concorrenza o si hanno interazioni falsate (quelle ad esempio dietro compenso). Che si traduce come perdita di notorietà, quindi di follower, perciò potenziali clienti. Cioè si danno per scontate alcune accortezze, si fanno degli errori e si perde notorietà.
Scrivere per conto di un’azienda (sia essa la nostra, quella del nostro amico o della famiglia) non è un hobby, non è una cosa che si fa quando c’è tempo e nel modo in cui si riesce. Scrivere per promuovere la propria attività richiede una bella progettazione.

La strategia del linguaggio dei canali social

Lo studio sulla comunicazione parte addirittura dal progetto che ha dato il via alla Visual identity, cioè tutto quello che visivamente ti rappresenta (il logotipo che ti contraddistingue in tutte le sue varianti di colore, di dimensioni, le illustrazioni o fotografie ad esso legate). Già da questo passaggio si determina quello che sarà il linguaggio più adatto al brand, che dovrà avere sempre un tono a lui fedele. In parole povere è come se dovessimo scrivere la storia dell’azienda, ma a piccole dosi, diluite nei post e opportunamente supportate da immagini. 

Tutto ciò si chiama infatti story telling, che vuol dire proprio questo: raccontare storie. E come si riesce a far si che una storia attragga? Ecco, questa è la difficoltà! Per questo motivo è molto importante non improvvisare contenuti e linguaggio, perché la noia e la discontinuità creano confusione, disinteressano e allontanano. Al contrario, il lavoro dovrà essere fatto per catturare, incuriosire e interagire con il nostro pubblico. Raccontare con sincerità la storia di un prodotto e della sua azienda serve per creare o mantenere fiducia, dare garanzie, dare risalto. Un aspetto importante e divertente è l’interazione con gli utenti: innescare discussioni, argomentare dibattiti, sviluppare dialoghi per creare una specie di salotto interattivo in cui le persone si sentano coinvolte, in cui possano scambiarsi informazioni, opinioni e idee.