Studio Theca

Il grande potere delle etichette del vino

Il ruolo delle etichette del vino all’interno di un mercato in espansione globale sta divenendo sempre più importante non solo dal punto di vista del marketing ma anche della diffusione di una cultura artigiana fatta di eccellenze, tradizione e innovazione

Nessuno può più negarlo: la cultura del vino, anzi del “buon vino” si sta diffondendo in tutto il mondo a ritmi significativi, soprattutto tra i più giovani. L’andamento del mercato nel 2019 lo conferma e i trend per il prossimo anno stanno andando nella stessa direzione, non è un caso che le esportazioni siano in crescita. A livello di prodotto, l’attenzione si sposta su un duplice fronte: da una parte l’interesse crescente per i vini stranieri, dall’altra la voglia di degustare prodotti locali, artigianali, di nicchia.
In questo contesto, la fa da protagonista il bisogno antropologico dei Millennial di sperimentare sempre qualcosa di nuovo, di diverso, di inaspettato.
Come soddisfare queste esigenze di informazione veloce e globalizzata, e al tempo stesso comunicare le storie dei vignaioli e dei loro territori, dei vigneti e dei vitigni?
Ecco che entra in gioco l’etichetta.

Etichette del vino e propensione all’acquisto

Si sa, un libro non dovrebbe essere giudicato dalla copertina, così come una bottiglia non dovrebbe essere acquistata solo per il packaging di cui è stata dotata. Certo, la qualità del prodotto va oltre l’importanza della “veste” che lo contiene, tuttavia le etichette del vino giocano un ruolo prepotente all’interno del mix promozionale su cui far leva per incrementare le vendite.
E questo è un dato di fatto ineluttabile. Le etichette del vino servono principalmente ad attrarre l’attenzione del consumatore e focalizzarla a colpo d’occhio su uno specifico marchio.
Pensiamo a quanto questo sia vero davanti agli scaffali della grande distribuzione, dove centinaia se non addirittura migliaia di bottiglie si susseguono le une alle altre.  E pensiamo a quanto sia ancora più vero se siamo consapevoli che quasi il 90% dei consumatori non sa nulla – o quasi – di vino.
Chiunque voglia affermarsi in questo mercato globalizzato, non può non tenere in considerazione che la stragrande maggioranza del suo target market è praticamente incompetente in materia e che ciò che veramente determina l’acquisto è la percezione che il consumatore ha della qualità prodotto, non della qualità in sé.

Il ruolo delle etichette del vino: informare, attrarre… vendere

Ecco perché un’etichetta (buona e bella) può fare veramente la differenza tra un vino di qualità ed uno mediocre. Almeno a livello di percezione visiva. Sicuramente, ha la capacità di far risaltare uno specifico item dall’indistinto nebbioso dei prodotti a scaffale.
La grafica dovrà essere accattivante e originale ma rimanere coerente all’identità del brand così da far emergere l’unicità della sua proposta. Al tempo stesso dovrà fornire al consumatore tutte le informazioni circa le caratteristiche del vino. Non ultimo dovrà assolvere alla funzione di storyteller e raccontare l’immagine del produttore e della sua azienda.
Le etichette del vino sono il risultato di un lavoro di sintesi e creatività: all’interno di uno spazio così piccolo racchiudono la vera essenza del vino e della sua storia. Un bouquet fatto di immagini e di parole.

N.d.A.: L’ etichetta è stata fatta per il concorso di questo vino l’anno scorso. magari piccolino in basso va scritto che è un prototipo x il concorso “Romeo and Juliet Wine Label – Nodo d’Amore” Rosso Trevenezie IGT-Farina