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Armando Testa

Armando Testa – autore del mese

Armando Testa e la pubblicità, o anzi Armando Testa è la Pubblicità. Per chi non riconosce questo nome è: Carmencita e Caballero di Lavazza, Papalla di Philco, Pippo della Lines, “la pancia non c’è più” di Olio Sasso, “Chiamami Peroni, sarò la tua birra” e “Esselunga: più la conosci e più ti innamori”. Cioè la Pubblicità nell’Italia del boom economico.

LA CREATIVITÀ

Testa nasce a nel 1917 Torino “povero ma moderno” come ha amato raccontarsi spesso. A 14 anni, lavora già come apprendista compositore in tipografia. Di sera frequenta la scuola tipografica e il suo insegnante e mentore (e poi amico) è Ezio D’Errico, pittore astratto. La sua cultura si forma così: arte astratta, curiosità, creatività e libertà. Il tutto arricchito dall’istinto magico di chi ha fame di novità e non nutre preconcetti. Lo affascinano le sperimentazioni artistiche, ma riesce a mantenere l’enfasi nelle leggi non scritte della pubblicità. Parla tramite slogan chiari e immediati. La sintesi è il suo punto di partenza e di arrivo: idee semplici perché il pubblico deve capire bene il messaggio. Magari con stupore e con divertimento. 

LA CARRIERA 

Nel 1946 fonda il suo primo studio grafico, nel 1956 lo trasforma in agenzia pubblicitaria. La sua carriera è molto frenetica, bella e prolifica di capolavori. Manifesti, stampe, serigrafie, pubblicazioni, slogan e pubblicità in televisione. Nel 1960 vince il concorso per il manifesto delle Olimpiadi di Roma ad esempio. Regala all’industria italiana in pieno boom economico contributi estetici bellissimi come le icone di Punt e Mes (che oggi è una scultura che arricchisce piazza XVIII Dicembre a Torino), il bianco e nero come un contrasto positivo/negativo fotografico per il digestivo Antonetto, l’uomo d’affari molto elegante ma molto impegnato di Facis, lo pneumatico Pirelli creato dal rilievo della proboscide di un massiccio elefante in corsa.  Per la televisione crea personaggi meravigliosi e innovativi come Caballero e Carmencita, per Lavazza; Papalla per Philco, la fascinosa bionda Birra Peroni. 

GLI ESPERIMENTI

Dagli anni 70 circa Armando Testa inizia una sperimentazione e con la tecnica del fotocolor da inizio alla sua personale e approfondita ricerca per non fare più “solo” pubblicità. Affianca infatti a queste ricerche il suo tema forse più frequente: il cibo. Crea delle cartoline innovative rispetto agli auguri più tradizionali. Attraverso il fotomontaggio: la scomposizione e l’analisi della materia diventano un soggetto diverso, anomalo, ironico nelle situazioni più paradossali. Bellissimi i faraglioni di Capri fatti da pezzi di parmigiano appoggiati su una  superficie blu “Saluti da Capri”, azzardate le olive che flirtano su un cuscino di ravioli “Gli Amanti” o “Olive lussuriose” solo per citare le più iconografiche. 

Da questo approccio innovativo, ironico e poliedrico nasce l’avanguardistica linea pubblicitaria di Esselunga, la vediamo ancora oggi e ci fa sorridere negli accostamenti assurdi e colorati. 

Armando Testa si spenge a Torino nel 1992, la sua lezione però è evidente che è ancora insuperata! 
Questa la sua agenzia tutt’ora una tra le più all’avanguardia.

Il Museo del Marchio Italiano lo onora qui.

Il regista Pappi Corsicato lo ha onorato alla 66°Mostra del Cinema di Venezia con “Povero ma moderno” un documentario molto bello: guardalo!